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GIRLS IN THE SUN
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VASILIS GEORGIADIS
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1968
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LANGUE:GREEK
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GREEK LOVERS E LE MANDORLE
Un pastore porge una manciata di mandorle a una giovane turista inglese: lei fraintende il gesto, fugge spaventata, e lui finisce in prigione, accusato di un desiderio che non ha saputo dire. Così è che nasce un amore strano, fatto di sguardi e parole mai tradotte, poiché nessuno dei due parla la lingua dell’altro. Il film sarebbe ingiustamente classificato come una commedia romantica leggera in un contesto turistico, se non fosse per la virtù registica di Vassilis Georgiadis, diventando solamente un romance da cartolina nell’isola di Andros degli anni ’60 con highlight la frase “aspetta, mandorle”, che ha segnato in sé il suo percorso di culto nella cultura pop greca. Candidato al Golden Globe Award per Best Foreign Language Film e vincitore di diversi premi a vari Festivals (fra l’altro anche per le musiche di Xarchakos che hanno stigmatizzato un’intera generazione) si tratta di un film che riporta alla mente il ricordo di ogni amore estivo durato quanto un tramonto sulla spiaggia e mai dimenticato, restando per sempre nel grande calendario delle vacanze estive. Un amore che è destinato a finire per poter avere un significato e che ci ricorda lo stereotipo che in Grecia un «ti amo» estivo può iniziare da una cosa minima – una spiaggia, un tramonto o una manciata di mandorle. Uno stereotipo basato sull’immagine di Grecia creato durante il boom turistico degli anni 70, poco prima della giunta militare del 1967-74, quando la Rivoluzione Sessuale aveva appena conquistato l’Occidente. Il "greek kamaki" (greco per “lancia da pesca”) diventa il ‘prodotto nazionale’ della Grecia, che ha avuto influssi di turiste dalla Scandinavia e nord Europa con le loro cuori - e non solo - conquistate dai Greek lovers.